"La crisi? Non devono pagarla lavoratori e pensionati". Tour informativo della Cgil di Capitanata sulla manovra economica
26/07/2010

Dal 26 al 30 luglio nei comuni, nelle piazze, nei luoghi di lavoro per spiegare le proposte della Cgil a sostegno dei redditi da lavoro e pensioni, per la ripresa economica e un lavoro stabile, e denunciare la politica di tagli del Governo
La locandina dell´iniziativa
Il pieghevole che sarà distribuito ai cittadini

UN TOUR TRA COMUNI, PIAZZE, LUOGHI DI LAVORO, PER INFORMARE DELLE RICADUTE SUI REDDITI delle famiglie, dei lavoratori dipendenti, dei pensionati; dei tagli al Mezzogiorno, alla scuola e all´università, agli enti locali – che causeranno minori servizi o un aumento delle tariffe – prodotti dalla manovra economica del Governo Berlusconi. Che non toglie un euro ai più ricchi, che premia gli evasori fiscali e fa pagare i costi della crisi ai “soliti noti”.
Un´informazione itinerante che 26 al 30 luglio vedrà protagonista la CGIL di Capitanata: si parte da Foggia (26 e 27 luglio), e che farà tappa nei comuni del Gargano Nord (27 luglio), a San Nicandro Garganico (27 luglio), Apricena (28 luglio), Lucera (28 luglio), Ortanova (29 luglio), Cerignola (29 luglio), Vieste (30 luglio), Manfredonia (30 luglio).
A lavoratori, pensionati, cittadini, sarà distribuito un volantino che illustra gli interventi più importanti della manovra del Governo, contro la quale ha scioperato la CGIL bocciandola come “ingiusta, iniqua, depressiva, che non sostiene l´economia e il Sud del Paese, che s´accanisce contro il pubblico impiego, innalza l´età pensionabile delle donne, colpisce i precari e taglia migliaia di posti di lavoro nelle amministrazioni dello Stato e nella scuola”.
Effetti che se proiettati sul territorio della provincia di Foggia, determinano “uno scenario ancor più drammatico per una provincia che nel 2009 ha perso tremila posti di lavoro, che vede crescere la cassa integrazione e le mobilità, che già soffriva di un gap infrastrutturale per il quale il Governo non stanzia un euro, che assiste alla migrazione dei giovani, che vede crescere gli indici di disoccupazione, che vanta un indebitamento per famiglie quasi soffocante”.
Ai cittadini, soprattutto, saranno illustrate le proposte della Cgil per far fronte ad una recessione “dietro la quale spesso si mascherano le aziende per licenziare, pur vantando profitti e dividenti in aumento, come nel caso della Telecom e della Fiat”.
Il giudizio della Cgil sulle politiche economiche, industriali e fiscali del Governo è senza appello. Misure insufficienti quando non del tutto inique, che deprimono ancor più l´economia e non sostengono l´occupazione e lo sviluppo, che salvano i ricchi e fanno pagare i costi della crisi ai più poveri. Per queste ragioni la Cgil chiede che a contribuire al risanamento sia invece chi ha i redditi più alti, chi ha grandi patrimoni, le aziende che aumentano i dividendi ma poi mandano a casa migliaia di lavoratori (come nel caso della Telecom) o della Fiat, che vede salire i profitti ma da Pomigliano a Torino a Melfi ha scelto di imporre una logica autoritaria nella contrattazione, licenziando delegati sindacali e attaccando i diritti dei lavoratori.
La Cgil chiede, “un Piano per il Lavoro in favore di giovani e donne, incentivando le assunzioni a tempo indeterminato; una riforma del fisco che abbassi le tasse sui redditi da lavoro e sulle pensioni e sostenga la lotta all´evasione; maggiori tasse per rendite e grandi patrimoni; una nuova politica per l´industria, l´agricoltura, l´artigianato, il terziario; il sostegno alla ricerca, l´università, la scuola pubblica; un welfare rafforzato; assistenza per le famiglie svantaggiate; una sanità pubblica, di qualità, accessibile a tutti l´avvio delle grandi opere edili già finanziate dallo Stato; la flessibilità del patto di stabilità dei Comuni, per avviare anche i piccoli interventi e non tagliare i servizi ai cittadini”.
Tutto questo “per dire no a chi vorrebbe che i costi della crisi ricadano sulle spalle dei soli lavoratori dipendenti e pensionati”.