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23/04/2013

Prezzo pomodoro da industria, preoccupazione Flai: rischio ricadute su lavoro

"Se perdita quote di coltivazione perché non più remunerative, in Capitanata ricadute negative sui livelli occupazionali di tutta la filiera. Foggia rappresenta il 50% della produzione nazionale"


Prezzo pomodoro da industria, preoccupazione Flai: rischio ricadute su lavoro “LA CRISI DEL POMODORO DA INDUSTRIA RISCHIA DI AVERE COME SEMPRE RICADUTE PESANTI SUL mondo del lavoro nella nostra provincia”. E´ il commento preoccupato della segreteria generale della Flai Cgil di Capitanata rispetto alle trattative sul prezzo del prodotto destinato alla trasformazione.

“Allarmi sono stati lanciati dal mondo delle associazioni di categoria e dalla politica – spiega Daniele Calamita, segretario generale della Federazione dei lavoratori dell´agroindustria -. Condividiamo le preoccupazioni in merito all´accordo sul prezzo del pomodoro sottoscritto nel nord Italia, dove i produttori hanno spuntato 86 centesimi per tonnellata. C´è un doppio rischio: il primo è che si perdano significative quote di coltivazione perché non più remunerative per gli agricoltori, e in Capitanata questo avrebbe di suo ricadute negative sui livelli occupazionali di tutta la filiera. Foggia rappresenta il 50% della produzione nazionale ed esporta in tutto il mondo l´80% del pomodoro lungo”.

Non meno grave sono le ipotizzabili ricadute della crisi di settore “sulla qualità del lavoro. Siamo stati abituati negli anni a vedere come a pagare il prezzo più alto di questa restrizione di profitti per la produzione a tutto vantaggio della distribuzione, che vede un barattolo di 400 grammi di pomodoro costare 80 centesimi all´acquirente e di questi appena 4 centesimi vanno all´agricoltore, siano proprio i braccianti, i lavoratori”. Per la Flai di Foggia “si apre uno scenario dalle trattative in corso che porterà a ulteriore sfruttamento, alla contrazione dei diritti e dei salari. Per queste ragioni chiediamo che anche le autorità e le istituzioni si attivino perché si arrivi ad un prezzo equilibrato e si attivino fin da subito meccanismi di controllo del mercato del lavoro”.