Rapporto annuale Isfol, occupazione in aumento ma la precarietà affligge i giovani
22/11/2006

Sempre più giovani, evidenzia l´indagine dell´Istituto, sono occupati con contratti a termine senza la prospettiva di un´assunzione definitiva
Il sito di RASSEGNA.IT

Occupazione in crescita, in Italia, ma segno più anche per la precarietà giovanile. E´ quanto sottolinea l´Isfol nel suo Rapporto annuale presentato oggi. Sempre più giovani - evidenzia l´indagine dell´Istituto - sono infatti occupati con contratti a termine senza la prospettiva di un´assunzione definitiva. Nel secondo trimestre del 2006 - segnala l´Isfol sulla base di dati Istat - l´occupazione ha segnato un aumento di 536.000 unita´ (+2,4%) rispetto allo stesso periodo dell´anno scorso con una crescita sostenuta anche nel Mezzogiorno che ha registrato 144.000 posti in piu´ rispetto al secondo trimestre 2005 (+2,2%). Contributi rilevanti alla crescita dell´occupazione sono arrivati dalla componente straniera (+162.000 unita´) e dalle persone con 50 anni e oltre (+162.000 unita´).
L´Isfol segnala anche, però, come negli ultimi anni sia cresciuta la precarietà, lentamente ma gradualmente. La propensione alla conversione dei contratti a termine in occupazione permanente e´ diminuita tra il 2002-2003 e il 2004-2005 di sei punti percentuali mentre il rischio per i lavoratori a tempo determinato di rientrare in condizioni non occupazionali e´ passato dall´11,2% al 20,7%. La categoria più a rischio precarieta´ sono i giovani: la quota di contratti a termine convertiti in 12 mesi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e´ passata per i giovani dal 39% al 25,3% ´´mostrando - sottolinea l´Isfol - che il lavoro a termine ha perso in parte la funzione di agevolare l´ingresso nel mercato del lavoro dei giovani´´. Il contratto a termine inoltre ha una grossa incidenza nell´ingresso al lavoro: oltre il 45% dei nuovi occupati subordinati registrati nel 2005 risulta inquadrato con contratto a termine e la quota e´ cresciuta dal 2003 al 2005 di tre punti percentuali.
Secondo il Rapporto, tra il 2006 e il 2009 i posti di lavoro in Italia dovrebbero crescere di quasi mezzo milione di unita´ (+0,5%), un aumento significativo ma molto inferiore a quello dello scorso quadriennio (+0,9%). Quasi il 30% dei posti di lavoro aggiuntivi saranno di collaboratori domestici e assimilati (+130.997). L´Isfol ricorda però che nello scorso quadriennio ha pesato, nell´aumento dell´occupazione (+888.000 unita´), anche la regolarizzazione della posizione di circa 700.000 immigrati grazie all´applicazione della legge Bossi-Fini.
Nei prossimi quattro anni crescerà l´occupazione soprattutto nell´area dei servizi (+1,1%), con 155.000 posti in più. Un aumento sicuramente inferiore rispetto ai 350.000 posti in più registrati nel quadriennio 2002-2005, ma l´Isfol ricorda che molti di questi ultimi erano dovuti alla regolarizzazione di persone occupate da molto tempo nel lavoro di cura presso le famiglie italiane. Occupazione in calo, invece, in agricoltura (-3,8%), industria (-0,4%) e nelle costruzioni (-0,1%). Stando alle previsioni dell´Isfol, nell´industria metterà la marcia indietro soprattutto il settore del tessile abbigliamento e delle industrie conciarie (con una perdita complessiva di 100.000 posti di lavoro). Perderanno occupati l´energia (-12.000 posti) e il comparto delle macchine elettriche (-23.000 posti). Aumenteranno invece le opportunità di lavoro nell´industria alimentare (+0,9%).
La maggior parte dei nuovi posti di lavoro, nei prossimi quattro anni, si trovera´ nelle professioni non qualificate (+139.550 posti tra collaboratori domestici, addetti a servizi di pulizia, custodia e similari) anche se grande richiesta ci sara´ pure per le professioni qualificate nelle attivita´ commerciali e nei servizi (+157.008 posti) e nelle professioni intellettuali e di elevata specializzazione (+96.216 posti). In calo artigiani, operai specializzati e agricoltori, che secondo il Rapporto dovrebbero perdere 85.779 posti. Tra i lavori in crescita quello degli agenti immobiliari (+11,4%), ma anche procuratori legali e avvocati (+11,3%), oltre ai collaboratori domestici (+10,3%). Segno più anche per fotografi (+10,2%), architetti, specialisti nel recupero e la conservazione del territorio (+10%) e baristi (+8,6%).
A margine della presentazione del Rapporto c´è stato modo di ricordare anche che ben l´86% del personale dell´Isfol e´ costituito da precari. Lo hanno fatto i sindacati della ricerca di Cgil, Cisl e Uil diffondendo un volantino. ´´Il Rapporto 2006 - affermano Flc-Cgil, Fir-Cisl e UilpaUr - e´ l´ennesima pubblicazione dell´Isfol realizzata grazie al contributo del personale precario. All´Isfol - precisano - lavorano 569 persone di cui 302 a tempo determinato, 190 con contratto di collaborazione e 77 a tempo indeterminato. L´86% del personale e´ precario come precarie sono le risorse finanziarie e le sorti dei futuri Rapporti Isfol´´. L´Istituto - concludono i sindacati - ha bisogno subito di risorse finanziarie e di politiche di stabilizzazione´´.
(da www.rassegna.it, 21 novembre 2006)